Gnatologia e ATM

dott. Stefano Montironi e Partner

Il dolore articolare, talvolta e’ espressione di un malessere generale.

L’articolazione temporo-mandibolare (ATM) è un’articolazione pari e simmetrica collocata in corrispondenza del foro dell’orecchio esterno, con la presenza di n importante disco cartilagineo.

il bite è il dispositivo di cura per eccellenza di vaie patologie specifiche della ATM

Bite professionali

Bite dall’inglese “morso”, rappresenta un qualche cosa messo fra i denti.

In genere il bite serve ad evitare il combaciamento fra le arcate dentali con lo scopo di deprogrammare la percezione propriocettiva neuro-muscolare dei denti e rilassare, decongestionare l’ATM. In taluni casi servono inoltre per ristabilire schemi posturali e tutto quello che ad essi può essere associato: cefalee, mal di schiena, dolori cervicali, torcicolli, appoggi plantari, tono muscolare negli sportivi, vertigini, ronzii auricolari, etc.

La loro superficie di contatto con i denti dell’arcata antagonista puo’ essere liscia o riprodurre una anatomia occlusale differente da quella presente in bocca, con lo scopo di condizionare completamente il morso occlusale. 

Bite Plane

E’ un bite con superficie masticatoria pressochè liscia tale da che permettere di svincolare i denti incastrati, ed e’ tale da essere chiamato bite piano piatto.

Sono indicati in situazioni di forte serramento e bruxismo dentale ma non danno informazioni determinanti per una eventuale riabilitazione dentale del paziente.

Sono più ingombranti rispetto ai precedenti, indicati per un uso notturno, e collocati di norma nel mascellare superiore. Essi, proprio per la loro forma determinano un forte rialzo della masticazione e una grande libertà di movimento della mandibola.

E’ particolarmente indicato nel caso di dolori articolari, utilizzato per il paziente bruxista, per il quale non costituisce semplicemente uno spessore occlusale, con lo scopo di compiere la funzione di impedire l’usura dei denti ma anche di rilassare la contrazione dei muscoli masticatori.

Lo scopo e’ quello di allungare la muscolatura (una sorta di stretching) e ridurre le forze masticatorie sviluppate durante il sonno, determinando infine una deprogrammazione dei movimenti mandibolari errati e ristabilire una condizione fisiologica a livello muscolare ed articolare.
Bite Protettivi per Sportivi

L’uso di speciali bite protettivi è indicata anche nel caso di sportivi come prevenzione di traumatismi violenti, salvaguardando l’integrità dentale.

Mascherina o Guaina stampata
Qualsiasi tipo di “guaine” o mascherina stampate sui denti, in materiale piu’ o meno elastico, che ne replichi la forma, NON e’ un apparecchio terapeutico.
Le farmacie ed negozi sportivi mettono a disposizione vari modelli di bite preconfezionati che non hanno nessuna logica funzionale.

A nostro avviso, interessanti sono solo due tipi preconfezionati di bite che possono essere utili in una certa fase della riabilitazione:

  • Il Bite preconfezionato morbido è un tipo di bite  morbido con dei cuscinetti ad acqua con lo scopo di indurre un riequilibrio ed un rilassamento molto veloce dei muscoli masticatori. Indicato in patologie prettamente muscolotensive.
  • Il Bite preconfezionato duro è un tipo di bite duro, con struttura particolare. Indicato nell’intercettazione e correzione di abitudini viziate e parafunzioni come, ad esempio, tenere i denti serrati, morsicarsi le labbra, serrare ritmicamente i denti, etcc.
Questo tipo di bite è risultato, alcune volte, utile ad alleviare il dolore e gli attacchi algici da nevralgia del trigemino.

 

Bite Ortottico

E’ un bite che ridefinisce una nuova occlusione, cioè che permettono di verificare nel tempo una nuova posizione di combaciamento interocclusale che riproduca tutti i canoni della forma e funzione dentale. Ha una valenza doppia, da un lato da una nuova stabilità al combaciamento favorendo la deglutizione, dall’altro permette la verifica della posizione scelta dal terapeuta col fine di eventuali terapie sostitutive future.

Bite Inferiore di svincolo sezionato

Trattasi di un dispositivo gnatologico che crea un punto di unione tra l’odontoiatra e la filosofia di lavoro degli Osteopati.

Il numero dei pazienti che si rivolge ad una utente multispecialistico è sempre in aumento, ed i disturbi della sfera cranio-cervico-mandibolare ed alterazioni patologiche muscolari risultano sempre più in aumento.

Il Bite che viene presentato in questa sezione si presenta come una struttura rigida costituita dello stesso materiale con il quale si costruiscono i bite tradizionali, ma la particolartità della sua progettazione è tale per cui ha trovato il pieno riscontro da parte degli Osteopati, i quali riscontravano nella rigidità della forma del bite tradizionale dei problemi connessi hai pazienti, in quanto risolvevano la patologia articolare ma bloccavano la respirazione craniale ed il movimento delle suture del cranio. Noi, sezionando il bite nella sua porzione mediana, abbiamo creato una struttura con tavolato occlusale rigido ma elastica al contempo al punto da eviare il problema riscontrato ed appena descritto.

Sindrome temporo-mandibolare

La sindrome temporo-mandibolare si caratterizza per una limitata e difficoltosa apertura della bocca. A volte la mandibola può bloccarsi in una determinata posizione dalla quale tutti i movimenti successivi, dallo sbadiglio alla semplice masticazione, producono uno scricchiolio e dolore improvviso.
Cause. Fra le ipotetiche cause di sindrome temporo-mandibolare troviamo:

  • Bruxismo o digrignamento notturno dei denti,
  • Traumi della mandibola, della testa e del collo,
  • Malocclusione,
  • Otturazioni e protesi dentarie eseguite in malo modo,
  • Artrosi dell’articolazione,
  • Dislocazione articolare, in seguito ad alterata anatomia dei legamenti articolari.

Sintomi. Il dolore si manifesta non solo a livello dell’articolazione temporo mandibolare, ma anche al collo, e manifestarsi con cefalea, indolenzimento dei muscoli mandibolari, dolore a livello delle orecchie, con vertigini e ronzii.

Diagnosi. La diagnosi si ottiene dopo visita ispettiva dal vostro odontoiatra di fiducia, sulla base dei sintomi e dell’esame obbiettivo.
Esame specifici dell’articolazione, come radiografie, TAC, risonanza magnetica, ed elettromiomiografia possono essere utili per identificare le cause della sindrome e per seguirne l’andamento.

Cura. Il trattamento del dolore che accompagna la sindrome temporo-mandibolare può essere effettuato con aspirina o FANS, mentre associando miorilassanti,  possiamo ridurre la tensione muscolare.
In genere i Protocolli applicati dallo Staff dello Studio Dott. Montironi, alla terapia farmacologica associano bite d’urgenza con cuscinetto ad acqua, utile per che serra e per chi bruxa.

Alimentazione. Si consiglia di evitare, nelle ore che precedono il sonno qualsiasi tipo di cibo che abbia una rilevanza eccitante, come caffe’, cacao, cioccolata, zucchero, alcool, etc…Inoltre per facilitare la masticazione siconsiglia di far usa di cibi particolarmente morbidi o ben cotti.


A nostro avviso, la patologia dell’ATM dovrebbe essere affrontata a livello multidisciplinare, con il coinvolgimento dell’ odontoiatra (gnatologo), del chirurgo maxillo-facciale, del fisiatra e del fisioterapista.
Click mandibolare

Il click mandibolare e’ un dolore che origina:

  • nella muscolatura masticatoria;
  • nell’articolazione temporomandibolare;
  • in entrambe.

Il clik mandibolare si avverte quando Il disco articolare non è più compreso tra i due suoi capi ossei, la testa del condilo e la fossa mascellare. L’area del disco a disposizione per l’articolazione è quella corrispondente alla sua superficie posteriore che, di seguito a questa mal posizione risulta schiacciata. Tale errata collocazione del disco, determina un’errato effetto articolare che si manifesta con uno stridere dell’A.T.M stessa.

Si distinguono le seguenti posizioni dei due capi ossei rispetto al disco cartilagineo, da pensare in movimento:

  • A bocca chiusa la testa del condilo mandibolare è collocata posteriormente al disco
  • In normalità il disco è sempre interposto tra testa del condilo e fossetta articolare mascellare
  • In apertura della bocca la testa del condilo “salta” sul disco o “lo cattura” , momento in cui e’possibile sentire il click o scatto articolare. A questo punto il disco è interposto tra condilo e fossetta mascellare
  • Al momento della chiusura l’articolazione “perde” il disco emettendo un ulteriore click.

Come si cura? Si deve ricreare la situazione anatomica in stretta correlazione armonica con la funzione o le parafunzioni che anno creato il problema.
Fondamentalmente il disco deve ritrovare una situazione non di stress e di malposizione, in genere attraverso l’uso di un bite appropriato che deve avere il necessario spessore. Lo scopo e’ quello di creare lo spazio per il disco articolare in modo tale che uno dei legamenti, quello posteriore, possa ricollocarlo nella sua sede corretta.

Locking o blocco mandibolare

Si ha Locking articolare quando:

  • Il disco è posto anteriormente alla testa del condilo mandibolare
  • Durante l’apertura della bocca (massima apertura) il disco non viene più catturato
  • L’articolazione temporo-mandibolare di quel lato ha un’apertura limitata (blocco).

Se il soggetto parte da un blocco mandibolare, prima di ritornare alla normalità, deve passare attraverso la situazione di click mandibolare. Quindi il click che era presente in passato e che è ricomparso è segno che la terapia sta avendo successo. Non dobbiamo preoccuparci se per far scomparire un sintomo ne compaiono altri!!!!!

Il vostro dentista, com’e’ di protocollo da parte dello Studio Dott. Montironi, deve nelle fasi iniziali vedervi spesso per econtrollo e ritocchi del bite in presenza di click, ma soprattutto di locking mandibolare.

Quando non fare terapia?.Nel caso di click articolare, ma in assenza di sintomi dolorosi, è consigliato non effettuare nessuna terapia.
L’odontoiatra dovra’ considerare il fatto come se fosse un problema silente, facendo particolare attenzione a tutte le terapie, soprattutto protesiche, che devono essere effettuate nella bocca del paziente.

Quando fare terapia. In presenza di dolore articolare, ed in caso di ridotta apertura della bocca, si deve ricorrere alla terapia che utilizza soprattutto nella fasi iniziali un bite di riposizionamento.

Finalita’ terapeutiche.Tutti gli esercizi riabilitativi hanno lo scopo di ridurre la sintomatologia dolorosa, di ripristinare la giusta mobilità articolare.

Protocollo terapeutico. Il protocollo inizia con delle mobilizzazioni passive dell’articolazione, per continuare poi con esercizi attivi di centratura del disco, esercizi di propriocezione e di riorganizzazione del segmento specifico con il cranio ed il collo.

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