Utilizziamo i cookie per migliorare la vostra esperienza di navigazione.
Continuando a navigare nel sito si accetta la nostra politica cookie.
rss
Odontoiatria chirurgica e terapia anticoagulante

La gestione chirurgica di un paziente sottoposto a terapia anticoagulante. Dettagli..


La Terza Età: La mancanza dei denti.

Disturbi della masticazione e della digestione. Alterazione del modo di parlare, dolori apertura e ... Dettagli..


Sbiancamento Dentale

Procedura ed Indicazioni per lo Sbiancamento Dentale Dettagli..


tutte le news

siete in > Medicina Estetica > Fosfato tricalcico



Medicina Estetica
Fosfato tricalcico
Atlean

Prodotti alternativi all'acido ialuronico per performance durature.


Il fosfato tricalcico (βTCP) nell'ambito della medicina estetica e presenta si presenta sottoforma di una gel pastoso di particelle disperse in una matrice di acido ialuronico.


Fosfato Tricalcico in Acido Ialuronico
Cos'è il Fossfato Tricalcico
Indicazioni all'uso del Fosfato Tricalcico
Meccanismo d'azione del Fosfato Tricalcico
Tecnica Iniettiva del Fosfato Tricalcico
Effetti collaterali del Fosfato Tricalcico



Fosfato tricalcico in acido ialuronico

Il fosfato tricalcico è un materiale, tra quelli impiegati nell’ambito della medicina estetica per contrastare i segni del tempo, che si e presenta pronto all’uso, essendo già disperso in acido ialuronico a differenza dell’acido polilattico che è sospeso in soluzione acquosa; Quindi coniuga all’effetto ristrutturante tipico di questi materiali, un effetto filler immediato dato dall’acido jaluronico


Cos'è il fosfato tricalcico


Il fosfato tricalcico fa parte della categoria dei farmaci bioristrutturanti cioè quelle formulazioni che inducono una reazione dell’organismo, mediante un meccanismo di insulto, al fine di avere un ringiovanimento per riparazione. Si ottiene così la formazione di un collagene fibroso molto utile nei casi di atonia dei tessuti e per la restituzione di volumi non importanti.

Il fosfato tricalcico, appartiene alla categoria delle ceramiche sintetiche bioriassorbibili, come l’idrossiapatite che tanto viene impiegata in odontoiatria chirurgica come rimepitio. La differenza sostanziale tra i due materiali, in primo luogo la scomparsa dai tessuti che è assai più veloce nel caso del fosfato tricalcico e la sua malleabilità e plasticità.
Il prodotto è ovviamente inerte chimicamente, bioriassorbibile e biocompatibile.


Indicazioni all'uso del Fosfato tricalcico

Le indicazioni del fosfato tricalcico sono molto vicine ai filler riassorbibili più voluminosi, ma con una durata dei risultati nettamente maggiore rispetto a questi ultimi.
Il riassorbimento avviene per disgregazione del materiale, trasformazione in ioni di Calcio e Fosfato e quindi eliminazione totale avviene in circa 1 anno.

Ottima è la correzione dei solchi nasogenieni e degli zigomi mentre è controindicato il trattamento dei solchi sottili. Il prodotto si può massaggiare e distribuire molto bene e quindi anche quelle pieghe della guancia ove la mimica è importante possono trarre grande vantaggio e restare molto naturali.

Meccanismo d’azione

Una volta impiantato, il fosfato tricalcico viene fagocitato dai macrofagi e lentamente degradato. L’altra componente, lo ialuronato di sodio è presente in tutti gli organismi viventi nella matrice intercellulare, nei liquidi sinoviali e nelle cartilagini.
L’emivita del materiale è di 6 mesi e la biodegradazione completa avviene dopo circa 12 mesi. Si ha una ridotta reazione infiammatoria specifica (granulomi infiammatori).

Tecnica iniettiva

La tecnica iniettiva, si basa sugli effetti dati dai componenti della preparazione: l’effetto filler dell’acido jaluronico e l’effetto di neocollagenesi dato dal fosfato tricalcico.

Proprio per queste caratteristiche l’iniezione di tale prodotto deve essere fatta in profondità, nel sottoderma; ed è per questo motivo che le aree del volto più indicate per l’innesto di tale materiale sono rappresentate dagli zigomi, dai solchi naso genieni e dal bordo mandibolare.

Ne consegue che le zone mimiche e con cute sottile, sono meno indicate.

Il prodotto è molto morbido e questo si risolve in una assoluta facilità d’impianto. Al contrario è assolutamente da evitare qualsiasi sovradosaggio, ed il consiglio è quello di eseguire sedute successive evitando di usare troppo materiale per volta.

Tra le sedute conviene comunque aspettare almeno 1 mese di tempo per permettere la estrinsecazione dell’azione di neocollagenesi dovuta al fosfato tricalcico.



Effetti collaterali del Fosfato tricalcico


Gli effetti collaterali della procedura iniettiva di Fosfato tricalcico sono del tutto sovrapponibili a quelli comunemente osservabili con gli altri filler riassorbibili. Si può avvertire un leggero fastidio al momento dell’iniezione. Per evitare sanguinamento protratto e ridurre la formazione di ecchimosi è opportuno evitare l’assunzione di farmaci ad attività anticoagulante/antiaggregante (aspirina, ibuprofene, ketoprofene, etc.) nelle 2 settimane che precedono il trattamento.


Studio Odontoiatrico Dott. Stefano Montironi

Via Dario Campana 6/e, 47922 Rimini (RN)


Tel. 0541/774720; cell. 334/2572797
CF. MNT SFN 68L26 H294H, P.iva. 02493330407
Iscrizione Ordine Medici Provincia di Rimini n°191 
Iscritto Albo CTU Tribunale di Rimini

info@montironi.it  - stefano.montironi@pec.andi.it -Privacy - Conformità e  Disclaimer

Verifica se il tuo dentista e' un professionista accreditato , clicca qui verrai indirizzato sul sito della
Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri.