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Pazienti cardiopatici: raccomandazioni per le cure dentarie

E' importante che l'odontoiatra, durante la 1° visita raccolga un'anamnesi farmacologica aggiornata: una buon protocollo potrebbe essere quello di suggerire al paziente, all’atto della presa dell’appuntamento, di portare con sé l' elenco dei farmaci che egli assume,


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E’assolutamente abbandonata la prassi di sospendere la TAO (warfarin, acenocumarolo) e l'antiaggregazione piastrinica in caso di interventi odontoiatrici “semplici” (ed esempio estrazione di uno o due elementi dentari), ma è opportuno che l'INR (in caso di TAO) venga verificato il giorno prima della procedura e sia inferiore a 3 e che vengano adottati gli accorgimenti consigliati (acido tranexamico locale, punti di sutura….). E’ prudente che, in questi casi, gli interventi vengano eseguiti in mattinata e si eviti la seduta del “fine settimana”,

Ancor più consigliata la non sospensione del trattamento antiaggregante in quei pz in doppia antiaggregazione (ASA + clopidogrel, ASA + ticlopidina, ASA + prasugrel) in quanto essendo ad elevato rischio aterotrombotico: la sospensione di uno o di entrambi i farmaci è fortemente sconsigliata

Se l'odontoiatra valuta che il rischio emorragico - in un paziente anticoagulato che deve sottoporsi ad una procedura – sia tale da non consentire il mantenimento della TAO, l'eventuale sospensione del farmaco dovrebbe essere concordata con il medico di riferimento del paziente, possibilmente attraverso un contatto diretto tra i professionisti. Per i pazienti portatori di protesi valvolari cardiache è consigliabile la consulenza/parere di un cardiologo del centro di riferimento.

Si ricorda che uno degli elementi che favorisce il sanguinamento è rappresentato dalla flogosi parodontale. E' consigliabile pertanto, in particolare nei pazienti anticoagulati o antiaggregati, adottare provvedimenti atti a ridurre la flogosi nei giorni che precedono l’intervento.

Le indicazioni alla profilassi per l’endocardite infettiva sono state rivalutate e limitate ai pazienti a rischio elevato (in particolare portatori di protesi valvolari o pazienti con precedente endocardite infettiva) sottoposti a procedure che prevedono la manipolazione dei tessuti gengivali o della regione periapicale dei denti o la perforazione della mucosa orale (ad eccezione dell’infiltrazione di anestetico locale attraverso mucosa non infetta)

La valutazione preoperatoria per un' eventuale “bonifica dentaria” non può limitarsi all’aspetto radiologico, ma deve comprendere una valutazione clinica.




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