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Crescita dentale nei bambini: risposte alle comuni domande dei genitori


Alitosi del bambino

L'alito cattivo o alitosi nei bambini si spiega con la formazione nella bocca di sostanze maleodoranti o con alcune malattie della bocca o del naso.


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La presenza di alito cattivo in un bambino sano è una condizione frequente. In assenza di malattie conclamate, normalmente all’interno della bocca del bambino di formano dei gas putrefattivi, sostanze maleodoranti come composti solforici volatili, che si producono quando la flora batterica della bocca metabolizza cibi che contengono proteine, come ad esempio la carne, il latte, le uova ed i formaggi.

L'alitosi, termine che descrive un alito pesante, viene accentuata quando il piccolo beve di rado in quanto è comprovato che l'assunzione di liquidi abbia un'azione di lavaggio e tamponamento dei gas solforici. Di conseguenza è naturale che l'alito cattivo sia più frequente al risveglio poiché durante la notte producendosi meno saliva, i gas di origine fermentativa hanno l’opportunità di svilupparsi. Se a questa azione chimica si associa una scarsa igiene orale, il gioco è fatto.

In genere l'alito ritorna normale non appena il bambino fa colazione o beve un bicchiere di acqua oppure si lava i denti perché, dopo la pulizia, la saliva inizia a essere prodotta in quantità normali e la placca batterica, responsabile della fermentazione chimica, vien rimossa.

Ecco come una scorretta igiene della bocca sia responsabile dell’alitosi del bambino, poiché un piccolo frammento di cibo rimasto intrappolato tra i denti può, con il passare del tempo, alterare l'odore dell'alito ed  essere responsabile della formazione di carie dentali.

Un raffreddore non curato, può essere responsabile di una sinusite, evento che può causare alitosi perché, assieme ad una infiammazione delle adenoidi, si può avere ristagno di muco nel quale facilmente proliferano germi, virus e batteri, la cui infiammazione è in grado di causare alito cattivo. In questo caso, l'instillazione di soluzione fisiologica nel naso e l'aspirazione del muco con idoneo dispositivo possono contribuire a risolvere il problema non solo dell’alito da ristagno, ma anche del raffreddore.

Infine un odore dell'alito simile a quello di mele troppo mature dipende dall'acetone, un disturbo che compare quando vi è una carenza di zucchero nell'organismo come dopo digiuno prolungato o vomito o dopo una malattia accompagnata da febbre.

 

MORSO APERTO

Per morso aperto si intende una modalità di combaciamento dentale non corretta, che si esprime con la presenza di una beanza tra le due arcate dentali, che si minifesta a livello dell’arco dentale con la sola presenza del contatto nei settori posteriori. Il ciuccio, il succhiamento prolungato del dito, la permanenza dell’abitudine alla suzione, sono tra le principali cause. A lungo andare con al crescita del bambino possono comparire difetti di masticazione, deglutizione e fonazione, oltre che un’importante difetto estetico.

 

ERUZIONE DENTI DA LATTE

L’eruzione dei primi dentini si manifesta con alcuni sintomi come:

Salivazione abbondante dovuta in seguito al senso di fastidio ed al senso di prurito per lo stiramento delle mucose gengivali. Il bambino diventa noioso, irritato e si sveglia di notte; questo momento può anche accompagnarsi da un leggero rialzo febbrile o diarrea che provoca rossore al sederino. Tra il momento in cui il dente da latte spinge e il momento in cui spunta, è naturale che il piccolo abbia voglia di mordere tutto: il suo pollice, il pugno, le dita, etc.

Gengive gonfie e infiammate grazie alla spinta del dentino che sta erompendo. Ciò si manifesta con una irritazione molto fastidiosa e che può, talvolta, causare dolore, agitazione soprattutto notturna, e riduzione dell’appetito.

Bisogno di mordere, è normale che il bambino manifesti un intenso bisogno di mordere al fine di realizzare sorta di massaggio spontaneo alle gengive irritate.

Il genitore, per alleviare questi disturbi, può massaggiare per qualche minuto con le dita le gengive oppure utilizzare speciali giocattoli, in genere a forma di anello, costruiti in gomma morbida, ma leggermente ruvida, che contengono all'interno un liquido refrigerante. Questi oggetti vanno messi in frigorifero qualche ora prima dell'uso, affinché il liquido si raffreddi, in modo da sfruttare l'azione disinfiammante e leggermente anestetica del freddo. Si possono inoltre usare delle creme naturali a base di zenzero con una modesta azione desensibilizzante che vanno distribuite in quantità modesta con un leggero massaggio sulla gengiva.

 

TRAUMA DENTE DA LATTE

Il trattamento terapeutico di scelta, che si consiglia ad un genitore in caso che il figlio abbia un’avulsione traumatica di un elemento dentale completo di corona e radice, il reimpianto nell'alveolo. Si tratta di una procedura che richiede accortezza e preparazione specifica da parte del genitore. Elemento fondamentale è il tempo di permanenza extra-alveolare del dente che deve essere il più basso possibile perché questo non pregiudichi i risultati; occorre recuperare il dente estratto ed immergerlo in un liquido come latte, acqua o soluzione fisiologica, per evitare che si disidrati, senza cercare di pulirlo ne tantomeno toccare la radice per quanto sia possibile.

In assenza di fratture alveolari, una volta controllato emotivamente il bambino fino a renderlo collaborante, si può procedere al reimpianto del dente seguendo una specifica procedura che prevede, prima l'asportazione del nervo dall'interno del dente ed il suo riempimento con opportuno materiale, poi l’ulteriore lavaggio della radice, il lavaggio dell’alveolo ed il reinserimento in sito bloccando il dente ai denti adiacenti e togliendolo completamente dall’occlusione.

In seguito al reimpianto, se tutto va bene, il dente andrà in anchilosi parziale o totale, vale a dire ad una fusione della radice dentale nell'osso circostante. Sarebbe opportuno reinserire anche un dente da latte in quanto la sua presenza in bocca è importante per il mantenimento dello spazio dentale, come soprattutto del volume osseo alveolare. Occorre però fare un bilanciamento tra l’età del paziente, il tempo di permanenza in bocca dell’elemento dentale specifico ed il livello di collaborazione del bambino che non pregiudichi la qualità dell’operato.

 

IL CIOCCOLATO FA VENIRE LE CARIE DENTALI?

Occorre sapere che il cioccolato non deve essere considerato un cibo dolce, ma piuttosto un grasso (analogamente al burro o all'olio); dunque, non contenendo zuccheri, in teoria dal punto di vista della carie non rappresenta un pericolo. In pratica, però, occorre tenere conto di due cose:

·         la prima è che qualsiasi cibo lascia residui sui denti che possono indurre una fermentazione batterica capace a sua volta di produrre sostanze acidogene.

·         la seconda è che ai bambini non piace il cioccolato fondente, ma quello al latte o alle nocciole, che invece sono zuccherati abbondantemente

Non solo, ma se analizziamo una serie di alimenti in grado di scatenare reazioni allergiche vediamo che, in ordine di frequenza, il cioccolato si posiziona alla fine di una scala decrescente, dopo il pesce, le uova, i crostacei, il latte vaccino, il sedano, le fragole, e molti altri cibi.

E’ stato dimostrato che la polvere di cacao possiede un potere anticariogeno dovuto alla presenza di tre tipi di sostanze: i tannini, che inibiscono lo sviluppo di batteri, il fluoro e i fosfati che agiscono contro gli acidi formati dal metabolismo degli zuccheri.

 

DIGRIGNAMENTO NOTTURNO

Il digrignamento dei denti viene definito con il termine medico di "bruxismo". Trattasi di un fenomeno frequente, la cui causa esatta è sconosciuta. In genere il bambino digrigna i denti mentre dorme e in casi particolarmente gravi il comportamento è presente anche durante il giorno.

Varie ipotesi lo spiegano come risposta a mal-occlusione dentale, a parassitosi intestinale o a situazione di stress psicologico. Difatti il bambino per scaricare la sua tensione emotiva batte o digrigna i denti in maniera inconsapevole, generalmente sopra i 4 anni d'età.

Quando vi accorgete che il vostro bambino presenta tensione mandibolare, denti scheggiati o rotti, vi consigliamo di contattare il vostro dentista ma anche di analizzare, facendo mente locale, gli ultimi avvenimenti della vostra famiglia.

La terapia classica prevede innanzitutto l'identificazione e il trattamento delle cause scatenanti, come rimuovere le interferenze occlusali. Qualora non sussistano fattori locali scatenanti occorrerà escludere un'origine sistemica o una motivazione psicologica. Una volta avvenuta l’eruzione dei denti permanenti per prevenire l'usura degli stessi dovuta all'abrasione, potrà essere valutata, dopo attenta analisi ortodontica, l'applicazione di una placca in resina soprattutto durante la notte.

La terapia d’urgenza prevede l'applicazione di dispositivi morbidi (realizzati con una sorta di silicone) per un tempo limitato risolve il problema nel soggetto in crescita.

 

USO DEL CIUCCIO IN ETA’ NEONATALE

Sempre di più,le ricerche internazionali confermano l’efficacia dell’uso del ciuccio contro la SIDS (sindrome da morte bianca,o morte improvvisa del lattante), definita entità nosologica a se stante dal 1969, causa che raccoglie tutte le morti improvvise senza causa di neonati sani, e che colpisce maschi e femmine nella stessa maniera.

Le linee guida principali prevedono:

·         far dormine il neonato a pancia in su

·         tenerlo lontano dal fumo

·         mantenerlo in ambiente fresco

·         allattarlo al seno il più possibile

·         farlo dormine nella stanza dei genitori nel suo lettino

·         usare il succhietto

Le perplessità di ambito comune rispetto i protocolli conclamati, nei confronti dell’uso del ciuccio, sono legate alla sua al sua influenza riguardo il condizionamento dello sviluppo dell’arcata dentale.

Oggi la maggior parte dei pregiudizi nei confronti del succhietto è stata abbattuta grazie all’introduzione dei ciucci ortodontici che se usati nel modo corretto all’età del bambino minimizzano i problemi ai denti, prevenendo la SIDS. Se il ciuccio è scelto ed usato correttamente non provoca danni alla bocca ed è usato come arma contro la SIDS.

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