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Gestire la paura del dentista dei bambini


 

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Quando un bambino visita lo studio dentistico per la prima volta, è da considerarsi quasi normale che provi paura nei confronti del dentista, considerata una figura estranea alla quale si deve affidare in brevissimo tempo. Tale forma di incertezza non si attenua nemmeno durante le visite successive, se l’ambiente non è confortevole e se il dentista non è in grado di stabilire un contatto empatico di fiducia con il piccolo paziente. Dato che il problema è ciclico ad ogni prima visita, ci si potrebbe chiedere se è possibile fare qualcosa aiutare il piccolo paziente a contenere i propri timori, ed al contempo provare quel senso di fiducia capace di stabilire e rafforzare la relazione.

Per realizzare tutto questo, lo studio dott Montironi si avvale di una tecnica oramai collaudata negli anni e migliorata con l’esperienza grazie alla quale si seguono una serie di tappe per permettere al piccolo paziente di entrare in confidenza con l’ambiente odontoiatrico e con la figura dell’operatore dentista.

Si spiega ai genitori che è sempre necessario un primo incontro conoscitivo tra l’Odontoiatra e la famiglia. Il bambino deve entrare in contatto con il dentista scortato dai genitori che assumono le figure di guardiani protettori, che grazie al loro atteggiamento effettuano un transfert positivo al loro figlio.

Durante prima visita e quelle successive il dialogo diretto col bambino, e con i pazienti in età evolutiva in genere, si basa sull’utilizzo metaforico di parole e gesti, capaci di stimolare il loro immaginario; ma anche di fiabe e disegni per ricreare quello spazio di fiducia in cui nulla di nocivo può accadere.

Modellandoci alla situazione, nei casi di sfiducia più resistente, durante la fase di legame con dentista compaiono anche personaggi peluche che consentono di gestire un’inversione di ruolo tra medico e paziente abbattendo tutte le resistenze e le paure.

 

Le visite ed i contatti con l’operatore e l’ambiente di lavoro non cessano fino a che il bambino non istaura un rapporto di fiducia affidandosi alle cure dell’odontoiatra.

 

Ma qual è la causa di tanta paura?

Ci possiamo trovare di fronte a bambini che hanno avuta un’esperienza negativa precedente; a bambini che nel camice bianco associano l’ambiente pericoloso dell’Ospedale; a bambini che assorbono le paure dei genitori e vivono male con paura tutte le modalità di controllo esercitate su di loro da parte degli adulti con i quali interagiscono.

Comprendiamo come ogni bambino si confronta con pensieri ed esperienze generanti forme di paura ed insicurezza differenti per ciascuno differenti; ma soprattutto dobbiamo comprendere come la figura dell’odontoiatra sia per l’immaginario collettivo colei che si connette o invade una delle are del corpo più intime e personali: il cavo orale.

 

Nello specifico del bambino, l’identificazione del cavo orale come mezzo attraverso il quale è passato il nutrimento dalla madre; come tramite di conoscenza del mondo esterno mediante le labbra, come canale attraverso il quale sono passate le prime esperienze sensoriali, fa della bocca stessa il tramite che lui stesso utilizza per mettersi in relazione con il mondo esterno, e non il contrario: l'esplorazione del suo cavo orale da parte del mondo esterno, soprattutto nelle vesti di un adulto sconosciuto in camice bianco, può essere vissuta come un'invasione del proprio spazio, una sorta di intrusione che il bambino può non essere pronto ad accettare.

Crescendo il bambino si accorge come la bocca acquista sempre maggiore importanza anche agli occhi degli adulti che lo circondano, divenendo comunicazione principale attraverso parole e gesti, ma anche centro di pulsioni profonde.

 

Come il dentista si deve comportare con i bambini

Possiamo affermare che la paura arriva in studio insieme al bambino sotto forma di bagaglio culturale, ed è compito dell'odontoiatra cercare di gestirla e controllarla.

Come di spiegava sopra, il primo passo per stabilire un contatto di fiducia è quello di porre molta attenzione al proprio comportamento presentandosi e dicendo il proprio nome, spiegando il proprio ruolo in un modo da tranquillizzare il bambino il più possibile, e cercando di creare un ambiente privo di segreti e tabù.

 

Per entrare in una relazione di fiducia, poi, l'odontoiatra potrebbe porre domande come: 'Conosci altri bambini che sono stati dal dentista? e cogliere l'occasione per spiegargli che tutti i bambini devono essere visitati dall'odontoiatra

Per poter gestire i propri timori, inoltre, è molto importante che il bambino possa familiarizzare con l'ambiente in cui si trova. L'odontoiatra deve far provare la poltrona al bambino e fargli toccare strumenti dall'aspetto innocuo come gli specchietti; far leva sulla sua curiosità e dargli la possibilità di conoscere l'ambiente in cui si trova senza considerarla una pericolo.

Se nonostante questo approccio il piccolo ha ancora molta paura, il mio consiglio è quello di limitare il primo incontro al solo colloquio, rimandando la visita a un momento successivo e dando al bambino il tempo di superare la novità della situazione.

 

In generale un altro strumento per favorire l'ambientazione del bambino è quello di allestire un piccolo spazio di gioco dove possa trovare libretti e immagini che raccontano la visita odontoiatrica, dei piccoli strumenti di simulazione, in modo che possa identificarsi nel dentista.

Il nostro simulatore di gioco, come spiegavo, consente di attuare ai bambini dalla prima visita all’identificazione delle carie, come la loro cura; in quanto è assolutamente necessario ricordare che per il bambino tutto passa attraverso il gioco, anche l'accettazione di una situazione nuova.

 

Relazione positiva

Per mantenere una relazione positiva con il paziente, l'odontoiatra dove avere un atteggiamento aperto e positivo durante la visita e il trattamento. Il bambino ha bisogno costantemente di sapere che cosa viene fatto nella sua bocca, e quindi è bene tranquillizzarlo accompagnando la visita con una spiegazione molto semplice e non troppo dettagliata di cosa si intende fare, per evitare di ottenere l'effetto opposto.

Particolare attenzione va infine dedicata al genitore accompagnatore: se il bambino è molto piccolo la presenza del genitore accanto alla poltrona è comunque positiva e tranquillizzante, ma nel caso di un bambino più adulto di 7-8 anni, occorre valutare se è il caso di fra accomodare il genitore in sala di attesa

 

A che cosa può servire una favola

L'odontoiatra che, pur avendo adottato un atteggiamento adeguato, non riesce a tranquillizzare il bambino, può provare a gestire la situazione raccontando una favola, in quanto lo aiutano ad esprimersi mediante simboli e metafore.

La distrazione è un metodo molto efficace per contenere la paura. Mentre gli adulti, una volta seduti sulla poltrona odontoiatrica, possono cercare di superare la paura distraendo la mente e pensando ad altro, i bambini non sono in grado di sviare la mente in modo volontario: hanno bisogno di un adulto che riesca ad attrarre la loro attenzione. In questo senso la favola può essere utile nel contesto odontoiatrico, in quanto un dentista disposto a parlare con un linguaggio comprensibile per il bambino può riuscire con una favola a mettere distanza tra il paziente e la situazione che sta vivendo.

Un buon esempio sono le favole che parlano di animali, che il bambino sente vicini e con cui non fatica a identificarsi; gli animali deboli ma furbi, piccoli ma coraggiosi potranno essere un esempio o una distrazione per il bambino, e uno strumento da utilizzare per l'odontoiatra quando la paura del paziente prende il sopravvento.

                                                                                                                                                            

 

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