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Il Fluoro nelle varie fasce di eta’




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Il fluoro, è un elemento minerale che si trova diffuso in natura. Lo troviamo nell’acqua, combinato negli alimenti, e nei paesi industrializzati lo si trova nei prodotti per l’igiene orale. E’ un oligoelementi estremamente utile ed importante fin dalla tenera età in quanto, preso nelle dosi opportune e nel momento adeguato della crescita, intercorre con la maturazione delle ossa, ma soprattutto interagisce nella formazione dell’organo dello smalto dei denti permanenti.
Un individuo adulto introduce Fluoro in concentrazioni sufficienti a garantire la protezione dalle carie dentali per il proprio bisogno mediante il dentifricio e gli alimenti della dieta giornaliera; i bambini, al contrario, necessitano di una integrazione mirata fin dalla nascita di questo oligoelemento come indicano le Linee Guida Ministeriali più recenti, pubblicate nel 2008:
• Dall’età di 6 mesi fino a 3 anni tutti i bambini dovrebbero ricevere 0,25 mg di fluoro in gocce al giorno, mentre non dovrebbero utilizzare il dentifricio: si ritiene infatti che a questa età il piccolo ingerirebbe una quantità eccessiva e non quantificabile di dentifricio perché non è ancora in gradi di espellerlo completamente.
• Per la fascia d’età tra 3 e 6 anni si indica come ottimale l’assunzione di 0,50 mg di fluoro in gocce e l’utilizzo di un dentifricio a basso contenuto di fluoro; noi diciamo che lo spazzolino dovrebbe essere solo sporcato dal dentifricio dal momento che la dose consigliata a ogni lavaggio è molto piccola.
• Dai 6 anni in avanti, se il bambino non è un soggetto a rischio carie, le Linee Guida indicano che è possibile interrompere l’integrazione e utilizzare per l’igiene orale quotidiana un dentifricio per adulti con un contenuto di fluoro di circa 1500 ppm..

La somministrazione di fluoro ai bambini, accompagnata da una corretta igiene dentale, rinforza lo smalto dei denti e riduce l’incidenza della carie. Secondo alcuni studi, il fluoro aumenterebbe la resistenza, da parte dello smalto dentale, verso gli acidi prodotti dalla placca batterica; secondo altri attiverebbe, prevalentemente, i processi di re-mineralizzazione del dente inibendo il metabolismo dei batteri presenti nella placca.
Il fluoro che normalmente i bambini assumono dall’acqua e dal cibo in Italia, non solo non raggiunge i limiti del sovradosaggio, ma non è nemmeno sufficiente a proteggere la struttura dei denti dalla carie. In altri Paesi come gli Stati Uniti, si registrano casi di sovradosaggio dovuti, al consumo di acqua fluorata e di preparati per l’infanzia addizionati di fluoro, come il latte artificiale. In Italia i casi di sovradosaggio sono estremamente rari non essendo prevista la fluorazione delle acque potabili, per cui si presume che la causa di una incontrollata assunzione di fluoro sia dovuta alla sua concentrazione in prodotti specifici come il dentifricio, che invece di essere espulso, viene continuativamente ingerito dal bambino in dosi eccessive. In questi casi il rischio è quello di sviluppare fluorosi, ossia un’eccessiva incorporazione di fluoro all’interno del dente permanente in via di sviluppo che si manifesta con dei difetti della mineralizzazione dello smalto, ed il cui rischio si azzera dopo i 6-7 anni d’età, quando lo smalto dei denti è ormai formato. L’eccessiva assunzione di fluoro può, sempre in rari casi, raggiungere livelli di tossicità e causare nausea e vomito, oppure essere letale.
Si consiglia l’integrazione di fluoro durante i primissimi anni di vita, quando i denti decidui, ma soprattutto i permanenti possono subire dei danni irreversibili in seguito ad una dieta in genere ricca di zuccheri. Normalmente un bambino viene portato dal dentista intorno ai 5-6 anni di età; difficilmente i bambini vengono portati in uno studio odontoiatrico prima di quella età e nei primi anni di vita l’unica figura di riferimento è in genere il pediatra, che deve valutare il fabbisogno di fluoro anche laddove le Linee guida italiane non forniscono un’indicazione, come per la fascia d’età compresa tra 0 e 6 mesi.

Nel neonato l’abbinamento Fluoro-Latte rapresenta la modalità di somministrazione corretta; modalità che prevede che, compresse o le gocce di fluoro vadano disciolte in poca acqua o nella pappa, ma mai nel latte. Ciò ha senso in quanto se questo si verificasse, si formerebbero dei complessi poco solubili di sale, chiamati calcio-fluoruri molto difficili da essere assorbiti a livello intestinale.
In altre parole, il fluoro sciolto nel latte non fa male, ma è difficile da assorbire e quindi può non fare effetto come dovrebbe.
Nel bambino, si consiglia di far sciogliere la compressa di fluoro direttamente in bocca, anziché deglutirla, in quanto così facendo, al normale effetto "sistemico", che si ottiene con l'ingestione di fluoro, si può aggiungere anche un effetto "topico", favorendo così una possibile diffusione di fluoro per contatto direttamente sulla superficie dei denti, ed in particolare sullo smalto.
Nello sviluppo infantile, la dentizione subisce vari cambiamenti: la struttura dentale può passare da dei livelli di massima integrità, ad una struttura che si sgretola progressivamente. È possibile che ci si trovi di fronte ad una amelogenesi imperfetta, cioè di una scarsa maturazione delle cellule deputate alla produzione dello smalto dei denti, oppure di una dentinogenesi imperfetta, che si riferisce ad una produzione anomala di dentina.Entrambe sono malattie ereditarie, ed è importante risalire all'anamnesi familiare per verificare se qualcun altro in famiglia ha già avuto questi problemi. Allo stesso modo è importante valutare la storia clinica del bambino, che potrebbe prevedere malattie durante il primo anno di vita e assunzione di farmaci, come anche problemi durante la gestazione ed assunzione di farmaci da parte della madre. Col fatto che di amelogenesi e dentinogenesi imperfetta, vengono colpiti anche i denti permanenti, è consigliabile fare delle piccole radiografie endorali, che serviranno per controllare, a partire dai 3 anni, la presenza delle gemme dentali degli incisivi centrali permanenti, del premolare e canino, in quanto il primo molare è presente dalla nascita.
Si consiglia, inoltre, tra i 6 ed i 7 anni, di portare i propri figli a fare un radiografia panoramica per una valutazione ortodontica, come di “Sigillare” le superfici masticanti con un leggero strato di resina composita, al fine di proteggere i denti da aggressori cariogeni.
L’utilità dell’assunzione di fluoro è controversa. E certo che la sua assunzione fin dai primi momenti dopo la nascita è utile per migliorare sia la formazione dello smalto, che la resistenza dei denti alla formazione di carie; ed una cosa è certa, che in una società evoluta ricca di integrazione di ogni tipo, ogni eccesso può portare a degli effetti negativi. Per questa ragione occorre valutare la presenza di molecole di fluoro nell’alimentazione, e riconoscere le caratteristiche del proprio territorio, in quanto la presenza di aree vulcaniche ne aumenta la disponibilità nelle acque potabili. Ricordiamo inoltre che negli alimenti, ricchissimo è il pesce azzurro. Alla fine di tutto ciò, ricordiamo che un dosaggio corretto di ogni tipo di integratore è sempre importante: 0.25 mg al giorno fino ai 2 anni, 0.50 mg al giorno dai 2 ai 4 anni, 1 mg al giorno nei più grandi. Solo una dose molto maggiore rispetto a quella indicata, e per lunghi periodi, può portare al pericolo di un accumulo nei denti e nelle ossa, con conseguenti effetti collaterali.
Alcuni bambini presentano sui denti, alla visita odontoiatrica, delle aree biancastro-gessose che identificano una ipoplasia dello smalto, ovvero un insieme di difetti macroscopici che si identificano in abrasioni, fossette, irregolarità della struttura dello smalto dentale stesso, oppure in discromie dentali, ovvero difetti di colorazione dello smalto dei denti, che possono avere varie cause, tra le quali l'eccesso di fluoro. Derivano da alterazioni generali della formazione del dente tutte quelle lesioni che interessano tutti i denti di un medesimo gruppo e sono simmetriche (lato destro colpito come il sinistro). Diverso è il concetto di fluorosi, per il quale si intende un sovradosaggio di fluoro al momento della mineralizzazione dei denti. I denti appaiono giallastri, leggermente opachi, con delle macchie più chiare lattiginose.
A differenza di ogni tipo di patologia, con il termine fluorizzazione si indica un particolare tipo di fluoro-profilassi che va eseguita all’interno dello studio dentistico da personale qualificato (medico e/o igienista dentale). Questa procedura che richiede solo qualche minuto, prevede l’uso di appositi cucchiai di plastica o polistirolo aderenti con lo smalto dei denti e riempiti con un gel fluorato, i cui ioni fluoro migrano all’interno dei tessuti duri del dente, determinando una sostanziale riduzione d incidenza della carie. Questo passaggio di ioni fluoro può anche essere aumentato grazie a particolari apparecchiature, che utilizzando il sistema per "elettroforesi", favoriscono il transito degli ioni fluoro grazie ad un’inversione di potenziale elettrico.
In genere l’efficacia delle fluorizzazioni nella prevenzione di carie è tale per cui possiamo confermare una serie di presupposti pro la salute dei denti dei nostri piccoli:
• Il fluoro riduce la velocità di formazione ed accumulo della placca dentaria, causa dell’acidificazione della saliva e quindi dell’insorgenza di carie dentali;
• il fluoro, legandosi allo smalto dentale, produce una sostanza la fluoroapatite, che rende meno solubili i tessuti duri del dente;
• il fluoro limita un processo enzimatico nei batteri, con conseguente riduzione nella saliva di acidi e quindi del potenziale cariogeno;
• il fluoro consente una riparazione dei cristalli dello smalto, soprattutto nelle fasi iniziali del processo carioso.
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