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Come il vostro dentista deve valutare e trattare un caso di “Piorrea”



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Nel caso di un paziente affetto da Malattia Parodontale diffusa o più semplicemente da “Piorrea”, la difficoltà’ maggiore, nel caso di una riabilitazione protesica, è la realizzazione di un Piano di Trattamento che abbia lo scopo di valutare il livello di prognosi e mantenimento dei denti che fungeranno da pilastri protesici.

L’insieme delle cause che determinano la qualità dei denti e la loro prognosi, dipende dalla relazione esistete tra una serie di Fattori, in particolare tra i fattori Generali e quelli Locali.

Cerchiamo ora in modo sintetico di fare una disamina che ci permetta di valutare nel loro insieme quali siano i Fattori Generali, intesi come tutti quelli legati alle condizioni dell’individuo, e poi quello Locali intesi come tutti quelli che racchiudono le caratteristiche legate al dente ed alle abitudini viziate del paziente.

La tabella di seguito elenco che permetterà anche la paziente di identificare meglio la propria condizione:

Fattori Generali:

    • Età
    • Controllo della placca
    • Fumo
    • Malattie sistemiche
    • Genetica
    • Stress
    • Compliance del paziente
    • Considerazioni economiche

Fattori Locali:

  • Placca/tartaro
  • Profondità di sondaggio rilevante e perdita di attacco
  • Mobilità del dente
  • Trauma da occlusione e abitudini para-funzionali
  • Fattori di ritenzione della placca
  • Fattori protesici/restaurativi

Il vostro odontoiatra, effettuerà una scelta terapeutica o un’altra in base alla posizione dei denti, alle loro caratteristiche strutturali, ed alla qualità del tessuto gengivale, rendendovi partecipe mediante la spiegazione di una scala di rischio che motiverà le sue scelte:

  • Prognosi buona: Controllo dei fattori eziologici e tessuti parodontali ottimi
  • Prognosi discreta: Perdita di attacco delle fibre connettivali del 25%, forcazioni di I Classe mantenibili dal paziente
  • Prognosi scarsa: Perdita di attacco delle fibre connettivali del 50%, forcazioni di II Classe, forcazioni di I Classe
  • Prognosi dubbia: Perdita di attacco delle fibre connettivali > 50%, forma radicolare inadeguata, forcazioni di II Classe, mobilità elevata, sussultoria ed oscillatoria
  • Prognosi negativa: Attacco delle fibre connettivali inadeguato; consigliata estrazione del dente.

Così la prognosi è considerata “favorevole “ per i denti in cui, l’insieme dei fattori locali e sistemici, può essere quantificato, ed il livello parodontale del paziente può essere mantenuto in buone condizioni mediante un trattamento parodontale mirato.

Nel qual caso i fattori della malattia parodontale, locali e sistemici, possono o non possono essere controllati, i denti vengono considerati con prognosi “dubbia”.

Per denti con una prognosi “sfavorevole”, i fattori della malattia parodontale, locali e sistemici, non possono essere controllati, anche in seguito ad una trattamento parodontale.

Per ultima si ha una prognosi “senza speranza”, per la quale è indicata l’estrazione.

Guardiamo, ora nello specifico, uno per uno i Fattori di prognosi indicativi per l’odontoiatra e che possono guidare il paziente a comprendere meglio la prognosi:

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Fattori Generali

Età. Nei pazienti anziani è più sviluppata la presenza di malattia parodontale, rispetto alla popolazione più giovane.

Controllo della placca batterica. La placca batterica è il fattore eziologico primario della malattia parodontale. La capacità del paziente di eseguire un adeguato controllo della placca batterica è importante per determinare se la malattia parodontale può essere arrestata, tenendola sotto controllo non solo nella fase di mantenimento ma anche in seguito a chirurgia.

Fumo. Gli individui che fumano più di 10 sigarette al giorno hanno maggiore rischio di insorgenza e peggioramento della malattia parodontale.

Diabete. I pazienti diabetici hanno una prevalenza maggiore di malattia parodontale, ed una maggiore perdita di attacco connettivale, come di osso di sostegno.

Genetica. I fattori genetici possono svolgere un ruolo importante nel determinare la natura del responso della patologia parodontale.

Stress. Lo stress fisico ed emotivo, nonché l’abuso di sostanze, possono alterare la capacità del paziente di rispondere al trattamento parodontale previsto.

Capacità del paziente. Migliore è il suo controllo della placca, migliore è la prognosi a lungo termine dei denti in oggetto. Questa capacità viene valutata durante l’esame di rivalutazione dopo la levigatura radicolare iniziale e le istruzioni di igiene orale.

Considerazioni economiche. Le persone con malattia parodontale grave solitamente sono meno consapevoli della loro salute, o meno interessate, con il risultato di una prognosi peggiore. Il trattamento complesso di pazienti con malattia parodontale avanzata è molto costoso.

Fattori Dentali

Elevata profondità di sondaggio e perdita di attacco connettivale. La profondità di sondaggio e la perdita di attacco si associano a un futuro fallimento parodontale in seguito alle modifiche dell’ambiente a favore di patogeni parodontali aanerobi. Profondità di sondaggio maggiori di 5 mm sono difficili da mantenere in salute e hanno una maggiore presenza di placca residua e tartaro.

Rapporto corona-radice Il rapporto corona-radice è una misura della perdita di attacco clinico, con peggioramento della prognosi nel caso di radici corte.

Coinvolgimento delle forcazioni. Maggiore è la quantità di perdita di attacco nelle forcazioni, peggiore è la prognosi a lungo termine di quel dente. Denti con coinvolgimento minimo (I Classe) o nullo generalmente hanno un buona prognosi. I denti con perdita completa di osso nell’ aspetto coronale della formazione ( III Classe) generalmente hanno una prognosi scarsa, e la rigenerazione ossea in questo tipo di difetto non è predicibile nella maggior parte delle situazioni cliniche.

Fattori anatomici. I denti come i premolari superiori, che hanno concavità radicolari pronunciate, sono molto più difficili da strumentare e mantenere, e sono quindi soggetti ad una prognosi peggiore rispetto ai denti con radici relativamente dritte.

Mobilità dentale. La mobilità grave di un dente è generalmente un indicatore di prognosi a lungo termine scarsa.

Fattori protesici e restaurativi. Restauri debordanti o margini coronali non precisi rappresentano un’area di ritenzione della placca, con maggiore prevalenza di lesioni parodontali.

Si rileva che la perdita di attacco connettivale, ovvero di unione dente-gengiva, la profondità di sondaggio della tasca parodontale, il rapporto corona-radice, e la percentuale di perdita ossea, sono i fattori più importanti nella determinazione di perdita di denti.

Conclusioni

E’ ragionevole cercare di predire una prognosi a lungo termine, ma spesso è necessaria una rivalutazione in caso di tempo prolungato. Quindi, dopo ciascuna rivalutazione del paziente, si deve procedere nuovamente con una prognosi.  







































         
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